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Hai davvero trovato l’anima gemella? Analizza i segnali e scoprilo!

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La ricerca dell’anima gemella è un fattore conscio o inconscio, perché da qualche parte c’è quella metà di noi, quell’altra persona che ci fa sentire bene, con cui percepiamo di avere una marcia in più.

 

Ci sono alcuni segnali che possono farci intuire un legame più profondo con una persona, e se non sappiamo sempre come interpretarli… Ecco qualche dritta!

 

Come riconoscere l’anima gemella

Ci sostiene nei momenti importanti. Che sia un esame che ci porta a studiare a notte fonda, o una scadenza di lavoro che ci attanaglia lo stomaco, è pronto a farci sentire sempre in gamba, e a farci percepire il sostegno di cui abbiamo bisogno.


Ascolta davvero, sia che si tratti di sciocchezze che di sfoghi di problemi. Non annuisce senza assimilare i concetti, ma si interessa effettivamente a ciò che ci dà pensiero e a ciò che ci solleva.


Crea una sensazione di squadra. Quello che si fa insieme, lo fa “con” noi, e non “per” noi. Non ci rifaccia cose come «Se fosse per me, non avresti questo o quello», ma cerca di lavorare affinché il bene di uno e dell’altra coincidano, per crescere insieme.


Si crea una situazione di fiducia, quando si esce autonomamente e con i propri rispettivi amici, separatamente. Non teme raggiri quando usciamo con le nostre amiche e i nostri amici, e altrettanto facciamo noi.


Basta l’idea di passare del tempo insieme, non necessariamente facendo parapendio, ma anche solo stare sul divano a leggere. Basta la sensazione della compagnia, per farci stare bene.


Anche se abbiamo un incredibile brufoletto sul mento, proprio la mattina prima di una serata elegante, non guarda quello ma vede oltre: e ci vede sempre bellissime.


Anche se capita di non vedersi per qualche giorno, tra impegni di entrambi, riesce a non farci pesare la cosa, a non farci sentire come se in pochi giorni potesse essere cambiato tutto.

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E siamo noi, in compenso, a sentirne la mancanza quando non lo vediamo. Percepiamo un’assenza, e il telefono torna a essere lo strumento con cui quasi addormentarsi, alla sera… Un po’ come in altri tempi, quando non c’erano Skype e Whatsapp.


Ci dà la sensazione che la sua felicità passi per la nostra. E abbiamo la sensazione che la nostra felicità passi per la sua.


Non abbiamo paura dei nostri difetti, quando siamo con lui. Siano caratteriali o fisici, a lui piacciono anche quelli.


Nessuno dei due cerca di aizzare le famiglie contro. Al contrario, si riesce a instaurare un buon rapporto, senza farselo pesare, e soprattutto lui sa mantenere i confini: il nostro rapporto appartiene a noi due soltanto, e le intromissioni delle famiglie sono controllate – soprattutto limitati gli interventi delle mamme!


Si confida dei propri problemi, anche quando il nostro intervento non può cambiare nulla. La semplice ricerca della confidenza e del sentire qualcuno, del sentire noi, vicine, lo aiuta; facendo sentire noi utili, e non tagliate fuori dalla sua vita e dai suoi pensieri anche più problematici.


Presta attenzione alle piccole cose: l’odore della pelle, i nostri gesti, i nostri modi di fare. Impara a riconoscerli con naturalezza, come se non avesse fatto altro per tutta la vita.


Non lo stavamo cercando. Non stavamo andando in giro a cercare un compagno, ma lo abbiamo conosciuto per caso. In un bar o casualmente tra amici comuni, non è stato nulla di programmato, per nessuno dei due. Quel qualcosa che dà la sensazione di “destino”.

 

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