Non ci sono più gli Uomini di una volta? Si, ma a volte dipende dalla Donna…

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E’ voce piena, ormai, specialmente in ambienti squisitamente femminili che “non ci sono più gli uomini di una volta” e questo suscita un notevole malcontento nei meandri del gentil sesso.

Ma se da una parte le donne si lamentano, dall’altra gli uomini si difendono.

Sembra infatti che uno dei motivi del fisiologico “calo di libido” accusato dai maschi di questo secolo sia quello che molti definiscono la “sindrome della donna manager” che colpisce ormai tante donne.

Di che si tratta? Cos’è questa sindrome e come riconoscerla?

La “sindrome della donna manager”, tipica di donne di ogni età, si manifesta con dei segnali inequivocabili, che la contraddistinguono e che agli occhi degli uomini la rendono pericolosissima. Vediamoli:

       mania di controllo estremo, attuata su compagni, amici, amanti e mirata allo screening della vita dell’altro per fini puramente difensivi. La “donna manager”, per paura che qualcosa le sfugga di mano, controlla rigidamente e senza scampo il suo uomo e questo lo fa sentire inevitabilmente vicino al soffocamento;

       repressione feroce dei tentativi di evasione. La “donna manager” – per la sua paura di perdere il controllo – tende a reprimere qualsiasi tentativo di libertà del suo compagno, il quale, ancora, subisce un gran senso di soffocamento. E una volta scoperto il tentativo di evasione, la rappresaglia della donna sarà terribile, condita di scene isteriche, attacchi di vittimismo, colpevolizzazione dell’altro e chi più ne ha più ne metta…

       controllo delle attività: il presupposto di base è che è impossibile controllare un’attività che non sia stata personalmente pianificata, quindi il motto della donna in questione sarà sempre “facciamo come dico io”. Questo svilisce l’uomo e lo fa sentire completamente inutile, insulso e inabile, lo priva dell’autostima e dello stimolo all’auto-gestione, all’iniziativa e all’organizzazione.

       geolocalizzazione. La fatica maggiore della donna colpita dalla sindrome della “donna manager” è sapere dov’è il suo compagno, con chi, a fare che. Per una buona geolocalizzazione la donna in questione deve usufruire di “ganci” i quali, nel silenzio dell’anonimato, la informano costantemente e con estrema precisione di ogni movimento dell’uomo, che inevitabilmente si sente privato della sua libertà.

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Questi i caratteri “macroscopici” che emergono dal comportamento delle donne colpite da questa sindrome, ma di sfaccettature ce ne sono ben altre e ben più complesse.

E’ evidente che ogni uomo sano di mente, davanti a questo “modus operandi” non può far altro che fuggire – comprensibilmente – a gambe levate, mentre l’uomo più debole accetterà di “sentirsi schiacciato” e, come una barca alla deriva, sceglierà di restare attraccato ad un porto sicuro che, per quanto scomodo, comunque c’è!

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Ma le donne si rendono conto di quello che accade all’interno della loro psiche?

Probabilmente no! A contrarre la “sindrome della donna manager” sono fondamentalmente donne insicure e tendenti a persuadersi del fatto che solo controllando e “ingabbiando” un uomo questo possa scegliere di restare legato a loro.

La realtà è ben diversa. I saggi di ogni tempo si sono espressi ripetutamente sul fatto che se si vuole “legare” una persona bisogna lasciarla libera di volare, oppure che per attirare le farfalle non servono gabbie ma giardini ben curati.

Ognuno ha detto la sua, ma se in quest’epoca si arriva a “contrarre” questo genere di sindromi una carenza di base c’è: carenza di autostima, di considerazione di sé e, se vogliamo, anche carenza di affetto perché chi è stato amato…sa cosa sentirsi “scelti” ogni giorno dal proprio compagno.

…ed è su queste carenze che si dovrebbe intervenire!

sindrome della donna manager

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