La filosofia è parte integrante di noi stessi e come tale va utilizzata a nostro vantaggio. Chi ha detto che la filosofia non è per tutti? E chi invece che la filosofia si studia? La filosofia si comprende e va utilizzata nella nostra vita per superare le vicissitudini che essa comporta.

Vediamo come: 
basta fermarsi un attimo, spegnere il cervello e pensare alnostro stato d’animo ed a come ci si sente in quel preciso momento e poi chiedersi: perché? Cosa ha portato a ciò? 

Dopo aver inteso quello che ci sta accadendo è ora di affrontare il problema.
Partiamo da un’analisi di noi stessi, guardiamoci dentro, affrontiamo la paura di confrontarsi con se stessi e parliamo con noi stessi. Cerchiamo di affrontare il problema pensandolo come ad una nostra rappresentazione, noi tutti ci rapportiamo al mondo secondo una nostra rappresentazione della realtà, spesso fuorviata da stereotipi, ma che senz’altro ha origine dentro di noi; siamo noi che scegliamo come vedere un oggetto e che funzione dargli, anche se la scelta è dettata dall’esperienza, abbiamo comunque l’arbitrio di decidere se utilizzarla o meno.

Quindi, tralasciamo la rappresentazione mentale del nostro stato d’animo secondo i canoni comuni che non sempre ci appartengono e poniamo la visione dello stesso sotto l’aspetto naturale che esso ha, cercando di affrontare questa nuova visione con distacco, ponendoci un gradino al di sopra del nostro stato d’animo ed a livello con il nostro essere. 

Parliamo, ad esempio, della tristezza, e parliamone separandola dal nostro corpo, non intesa in senso inanimato, ma al contrario, come se dovessimo davvero parlarci; così facendo cercheremo di capire perché è così attratta da noi e cosa vuole realmente. E quindi la sua origine, il perché è qui adesso. Chiudiamo gli occhi, focalizziamo il momento, immaginiamo di tenerlo avanti, quindi strappiamolo a metà e poi a metà di nuovo. Dopodiché potremo decidere arbitrariamente, anche secondo la nostra esperienza, se ricomporre i pezzi o meno. Quindi, adesso con parole nuove, riconsiderare noi stessi e la situazione. Ma soprattutto, ripeto, dobbiamo porre la nostra attenzione sul perché adesso? Da quanto è presente questo stato d’animo? perché si manifesta solo adesso?    

“Il fiore non fiorisce per esser visto, lo fa per se stesso e non per gli altri, fiorisce perché questo gli piace: nel fatto che fiorisce e c’è consiste tutta la sua gioia e la sua voluttà”. 

Partendo da questa massima dobbiamo chiederci, perché rappresentare la realtà come viene rappresentata dagli altri e non crearci una nostra rappresentazione che vada oltre gli stereotipi? Non si matura per gli altri, ma per se stessi ed in questo consiste la nostra felicità ed il raggiungimento della stessa, nel solo fatto di esserci e vivere per noi stessi e non per gli altri; quindi abbandonare l’idea degli altri e concentrarci sull’idea di noi stessi, uscire dai canoni della società e rifugiarsi nella visione di se stessi, come persona completa ed esistente e così facendo scacciare ciò che non ci appartiene ritornando a star bene con se stessi. Se gli stati d’animo non dipendono da noi è solo con noi stessi che ritroveremo quell’equilibrio psichico che ci permette di andare oltre, siamo noi gli artefici del nostro stato d’animo non gli altri.   

Cerchiamo di applicare questo “metodo” ogni qualvolta ne sentiamo l’esigenza, perché lo stato d’animo è importante nella quotidianità; uno stato d’animo positivo rende possibile il raggiungimento del nostro fine ultimo terreno, la beatitudine intesa come felicità, non effimera, ma duratura, felicità della mente. Perché noi vogliamo, vogliamo, vogliamo e vogliamo, per ogni bisogno che giunge a consapevolezza c’è ne sono almeno dieci in attesa nel nostro inconscio. E’ la volontà che ci guida, perché una volta soddisfatto un bisogno, lo stesso è rimpiazzato da un altro e poi un altro, per tutta la vita. E, a volte, la non soddisfazione di un bisogno, che crediamo primario, ci porta a stati d’animo negativi che vengono repressi e che rendono il nostro passaggio terreno più complicato di quanto invece non sia.