Ecografie in gravidanza: quando farle e a cosa servono

Condivisioni
Leggi con attenzione

L’ecografia è decisamente uno degli esami più importanti da fare durante i nove mesi di gravidanza. L’ecografia permette di capire se il feto sta crescendo in maniera corretta, se c’è qualche tipo di anomalia nella placenta e/o nel liquido amniotico, Per di più, l’ecografia è in grado di scoprire il sesso del bambino e la sua posizione all’interno dell’utero.

Come si fa l’ecografia?

ecografia in gravidanza

Credits


La gestante viene fatta sdraiare a pancia in su e le viene fatto scoprire unicamente l’addome. L’esame viene fatto utilizzando una sonda trans-addominale che, appoggiata sulla pancia, in corrispondenza dell’utero, consente di vedere accuratamente il feto al suo interno. In alcuni casi (in particolar modo quando la gravidanza è all’inizio), può essere necessario fare un’ecografia interna trans-vaginale. In questo caso, la donna viene messa in posizione ginecologica e la sonda viene inserita direttamente all’interno della vagina.

Leggi anche: cosa accade al tuo corpo durante le mestruazioni?

Quali sono le ecografie da fare in gravidanza e quando vanno fatte

L’ecografia in gravidanza non ha alcun tipo di controindicazione. È infatti un esame indolore sia per la mamma, sia per il bambino. Le ecografie consentono al medico di fare alcune indagini prenatali molto accurate e precise.

Solitamente, il calendario delle ecografie è suddiviso in:

  • prima ecografia a 6-8 settimane;
  • seconda ecografia a 20 settimane;
  • l’ecografia morfologica che si esegue attorno alla 21-21esima settimana;
  • l’ultima ecografia che si esegue alla trentesima settimana circa.

Le ecografie che devono essere eseguite in gravidanza rientrano negli esami indispensabili da effettuare. Dal Servizio Sanitario Nazionale ne vengono messe a disposizione 3. Queste ultime sono gratuite se vengono eseguite in strutture pubbliche e con la richiesta del proprio medico curante. Mentre se si decide di effettuarle privatamente il prezzo varia dai 50 ai 100 euro.

ecografie in gravidanza

Credits


Vediamo di seguito a cosa servono le ecografie che vengono effettuate nelle diverse settimane:

Ecografia in gravidanza alla 2° settimana

La prima ecografia va programmata dopo le prime sei-otto settimane di gestazione. Durante questo periodo di tempo l’embrione si annida all’interno dell’ovulo, il cuore si forma e comincia a battere. Ma prima che ciò avvenga devono passare due settimane dal momento del concepimento. Un’ecografia fatta a 2 settimane mostra unicamente la camera gestionale in formazione, quindi sarebbe praticamente inutile. La prima ecografia serve quindi a datare la gravidanza e a verificare che l’embrione è ben impiantato.

Ecografia in gravidanza alla 6° settimana

Una volta che si è giunti alla sesta– ottava settimana di gravidanza è già possibile riuscire a vedere e sentire il battito del bambino, il sacco vitellino, l’embrione e la camera di gestazione. Durante questo periodo, i futuri genitori riescono a sentire il battito del loro bebè. Per essere sicuri di riuscire a vedere qualcosa durante la prima ecografia potrebbe essere necessario aspettare l’ottava settimana.

Ecografia in gravidanza alla 12° settimana

Questo è il termine massimo per fare la prima ecografia. Quest’ultima deve appunto essere svolta entro la fine del primo trimestre.

Entro la 12° settimana di gravidanza ci sono già le prime tracce di tutti gli organi e delle diverse parti del corpo del bebè. Durante questa ecografia si controlla: se la gravidanza è singola o gemellare, la regolarità del battito cardiaco fetale, si verifica lo stato di salute degli organi e della placenta della gestante e il flusso sanguigno.

Per chi lo richiede, si può effettuare un’ulteriore controllo non invasivo, per verificare la presenza di alcune patologie cromosomiche (come la sindrome di Down), grazie alla valutazione della traslucenza nucale. La traslucenza nucale è una plica di grasso posizionata dietro la testa del bambino, tra la colonna vertebrale e la cute, di cui si misura lo spessore. La correlazione tra questo e altri parametri, consente di calcolare un indice di rischio, con una certezza dell’80% circa, in base al quale si decide se ricorrere all’amniocentesi (un test invasivo che garantisce una maggiore certezza del risultato in termini di anomalie cromosomiche). 

Quando lo spessore è maggiore di due millimetri, solitamente c’è il sospetto di trisomia 21 (Down) o trisomia 18. Per aumentare la sensibilità di questa indagine, si può effettuare un ulteriore esame denominato bi-test o dual-test, di cui il risultato, combinato ai valori ottenuti con la traslucenza nucale, porta a una sensibilità del 90%: è infatti in grado di rilevare 9 feti su 10 affetti da sindrome di Down o trisomia 18.

L’ecografia del primo trimestre sostanzialmente può essere richiesta anche per dare una data precisa alla gravidanza. Questo può risultare un po’ complicato per le donne che non hanno un ciclo regolare. Ci sono infatti tabelle con valori di riferimento che consentono di stabilire, in base alla lunghezza dell’embrione e ad altre misurazioni, la giusta età del feto.

Loading...

Seconda ecografia alla 20° settimana

La seconda ecografia, che si esegue dopo la 20° settimana, è conosciuta con il nome di ecografia morfologica. Quest’ultima dà numerose informazioni: 

  • valuta la presenza del battito cardiaco e di movimenti fetali;
  • si osserva attentamente la posizione della placenta: se è previa, cioè posta anteriormente davanti all’orifizio uterino, può essere un motivo di attenzione particolare ed eventualmente una contro-indicazione per il parto naturale. Potrebbe anche causare dei sanguinamenti durante la gravidanza; 
  • si controlla la quantità di liquido amniotico e la posizione podalica o cefalica del bambino;
  • Si prendono poi le misure del nascituro: valutando la circonferenza della testa e il suo diametro, la circonferenza addominale, la lunghezza del femore, e le dimensioni del cervelletto. Il controllo del cuore e dei grossi vasi sanguigni permette inoltre di diagnosticare eventuali malformazioni cardiache;
  • Si studia con attenzione la colonna vertebrale per escludere la presenza di spina bifida;
  • Si osserva la presenza degli arti e il loro normale sviluppo. 

L’ ecografia morfologica permette anche di vedere se ci sono problemi a livello cerebrale e la presenza di tutti gli organi visualizzabili in ecografia. Alla 20° settimana, è inoltre possibile vedere il sesso del nascituro. 

Terza ecografia alla 30° settimana

Nell’ecografia della 30° settimana, oltre ad essere valutata nuovamente la morfologia del bambino, viene controllata, la crescita.  I dati ottenuti si rapportano a curve di crescita di riferimento. I parametri relativi ai singoli nascituri, danno la possibilità di valutare se il bambino è cresciuto e si è sviluppato in maniera corretta. 

La terza ecografia serve anche a vedere se il bambino si trova con i piedi in giù (posizione podalica). Se si trova in posizione podalica bisognerà programmare un’ulteriore ecografia prima del parto al fine di verificare se il bebè si è girato in posizione corretta oppure no.

Leggi anche: come calcolare il periodo fertile

Articoli da leggere:

Leggi anche  COME CALCOLARE IL PERIODO FERTILE
Loading...
loading...
Advertisement
Top