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Esami del sangue completi: ogni quanto farli?

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Le analisi del sangue complete possono venire in nostro soccorso per fare un check up totale e controllare lo stato di salute generale del nostro corpo. Informatevi bene prima se gli esami del sangue vanno fatti a stomaco vuoto o se si può mangiare qualcosa prima, se potete o meno prendere le normali medicine che utilizzate per le vostre consuete terapie quotidiane.
In caso di disturbi di vario genere, ma anche per controllare periodicamente che sia tutto apposto, il medico di base propone sempre un esame del sangue, che non solo ci dà indicazioni sullo stato di salute generale, ma ci informa anche sulla presenza di un’infezione e sul corretto funzionamento di organi interni.

Esami del sangue completi cosa indicano

Cosa indicano gli esami del sangue completi? 

Gli esami del sangue sono lo strumento fondamentale per poter capire se c’è qualcosa che non va nel nostro organismo. Le analisi complete riguardano solitamente diversi esami da eseguire periodicamente, per tenere sotto controllo la situazione.

Effettuare un emocromo completo è importante per controllare lo stato di salute generale dell’organismo, per verificare la presenza di anemia e la presenza di infezioni.

Gli esami del sangue completi permettono di valutare diversi parametri riferiti alle diverse componenti del sangue. In particolare globuli rossi (o eritrociti), e globuli bianchi (o leucociti). 

Sono utili anche per il controllo del metabolismo glucidico. Cruciale per la prevenzione del diabete. Questo esame prevede la rilevazione della glicemia (o concentrazione degli zuccheri nel sangue, i cui valori normali si situano tra i 60 a i 110 mg/dl), il test da carico del glucosio, il test dell’emoglobina glicata e la concentrazione di insulina

Gli esami sono utili a verificare la funzionalità renale. I valori da controllare in questo caso sono la creatininemia (che sale in caso di insufficienza renale e i cui livelli normali sono tra 0,7 e 1,3 mg/dl); l’uricemia (valori normali da 2,40 a 5,70 mg/dl nelle donne e da 3,40 a 7 mg/dl negli uomini); l’azotemia(valori normali da 15 a 50 mg/dl); l’albumina (valori normali da 3,70 a 5,50 g/dl).

Con gli esami del sangue si verifica la funzionalità epatica. Si misurano infatti la transaminasi aspartato aminotransferasi (Ast, Got, Sgot); bilirubinafosfatasi alcalina (valori normali negli adulti da 40 a 110 U/l).

Anche il metabolismo lipidico viene misurato con l’emocromo. Il metabolismo lipidico include: colesterolo totale (valori normali inferiori ai 200 mg/dl); colesterolo HDL; colesterolo LDLtrigliceridi.

La funzionalità della tiroide è un altro parametro che viene preso in considerazione quando si fa un check up completo. Si misura la concentrazione ematica dei principali ormoni tiroidei, in particolare l’ormone TSH, FT4 e FT3

Infine, ma non per importanza, vengono misurati gli indici infiammatori e i markers. Tra questi indici ci sono la VES oraria(valori normali non superiori a 15-20 mm) e la proteina C-reattiva. Mentre i markers tumorali principali sono il PSA (antigene prostatico per individuare il tumore alla prostata precoce) e gli antigeni carboidrati per i tumori alla mammella e all’intestino.

Esami del sangue completi ogni quanto farli

Ogni quanto vanno fatti gli esami del sangue completi? 

La tempistica e gli esami richiesti per le analisi del sangue variano con il variare dell’età. I giovani in buona salute dovrebbero controllare annualmente i valori ematici in grado di individuare precocemente eventuali carenze di minerali, stati anemici, presenza di infezioni o alterazioni del fegato e dei reni.

Dopo i 40 è indispensabile, più o meno ogni due anni, un’analisi del sangue completa, in particolare per misurare i parametri metabolici (colesterolo, trigliceridi, glicemia), la funzione epatica, quella renale, l’emocromo, gli indici infiammatori e l’esame delle urine completo per evidenziare eventuali alterazioni o infiammazioni 

Chi non ha problemi di sorta può ancora permettersi verifiche annuali mentre, una volta superati i 50 anni, e specialmente in caso di patologie, sottoporsi agli esami del sangue con frequenza semestrale è decisamente una buona norma per monitorare il proprio stato di salute e la funzionalità dell’organismo.

La valutazione delle analisi del sangue per gli sportivi è consigliabile farla almeno una volta l’anno in quanto consente di garantire a questi ultimi un buon funzionamento dell’organismo, in particolare del cuore, anche quando è sotto sforzo.

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Occorre considerare che nelle analisi del sangue per gli sportivi alcuni parametri, tra i quali emocromo, uremia e transaminasi, possono risultare alterati in seguito a un’attività sportiva più o meno intensa. È sempre preferibile sottoporsi alle analisi del sangue almeno dopo 24 ore di riposo.

Quali sono gli esami del sangue per la tiroide

Esami del sangue funzionalità tiroidea

Quali esami bisogna fare per la tiroide? 

La valutazione della funzionalità tiroidea si avvale di una serie di test che possono essere richiesti al fine di valutare la funzionalità della tiroide e quindi di diagnosticare eventuali disordini tiroidei. I test misurano una serie di ormoni presenti nel sangue, ossia sostanze chimiche che, contribuiscono al controllo e alla regolazione del metabolismo.

Gli esami per la valutazione della funzionalità tiroidea di solito comprendono:

  • TSH (thyroid-stimulating hormone): l’ormone che stimola la tiroide (questo test viene utilizzato nella diagnosi dell’ipotiroidismo o dell’ipertiroidismo o nel monitoraggio terapeutico per i disordini della tiroide);
  • T4(Tiroxina): utilizzato nella diagnosi dell’ipotiroidismo o dell’ipertiroidismo o nel monitoraggio terapeutico per i disordini della tiroide;
  • T3 totale e libero (Triiodotironina): usato nella diagnosi dell’ipertiroidismo o nel monitoraggio terapeutico per i disordini della tiroide.

Può essere richiesto anche il test di captazione del T3 (T3RU) che, insieme al valore del T4, viene utilizzato per il calcolo dell’indice di tiroxina libera (FTI), un altro metodo in grado di valutare la funzionalità tiroidea correggendo il cambiamento che i livelli di alcune proteine possono determinare sui livelli di T4 totale.

Il TSH viene prodotto dall’ipofisi quest’ultimo fa parte del sistema di regolazione a feedback che mantiene i livelli di T3 e T4 stabili nel sangue. Quando i livelli degli ormoni tiroidei nel sangue diminuiscono, l’ipofisi viene stimolata al rilascio di TSH. Il TSH a sua volta stimola la produzione da parte della tiroide del T3 e T4. Nel caso in cui questo sistema funzioni correttamente, la tiroide si attiva e disattiva ciclicamente in modo da mantenere costanti i livelli di ormoni nel sangue.

Il T3 e il T4 sono gli ormoni principali prodotti dalla tiroide. Questi ormoni sono implicati nel controllo della regolazione del consumo energetico da parte dell’organismo. Quasi tutti i T3 e T4 circolanti sono legati ad una proteina. La forma biologicamente attiva di questi ormoni è però rappresentata da una piccola quota libera, ossia non legata alle proteine di trasporto. I test sono in grado di misurare la quantità di T3 e T4 liberi e legati nel sangue.

La misura di T3 e T4 totali sono influenzati dalla quantità di proteina legante gli ormoni presente nel sangue. La stima della funzionalità tiroidea è più accurata se viene valutata la quantità di T3 e T4 liberi, poiché essi non sono influenzati dalla quantità di proteina legante. Nella maggior parte dei casi, la misura della T4 libera ha sostituito quella della T4 totale. Alcune linee guida raccomandano l’utilizzo della misura della T3 totale perciò per stimare la funzionalità tiroidea vengono utilizzate sia la T3 totale che libera.

Costo esami del sangue

Quanto costano le analisi del sangue?

In Italia la normativa vigente prevede che una ricetta medica possa contenere la prescrizione per un massimo di otto esami, mentre per ciascuna ricetta è previsto il pagamento di un ticket sanitario il cui importo si aggira intorno ai 10 euro. Per determinare un costo medio, quindi, è necessario conoscere nel dettaglio la spesa prevista per ogni singolo test e aggiungere a questa somma il costo delle ricette: solitamente le Aziende Sanitarie Locali pubblicano un tariffario specifico indicando un importo per ciascun tipo di analisi, quindi per stabilire una spesa media è necessario fare riferimento alle tariffe territoriali.

Lo stesso tipo di informazioni possono essere richieste presso i laboratori convenzionati o totalmente privati, dove spesso i costi possono essere inferiori proprio perché non vengono conteggiate le ricette mediche ai fini amministrativi ma si tiene semplicemente conto dell’elenco dei test da eseguire per rispettare le indicazioni del medico.

Il Sistema Sanitario Nazionale, per eseguire alcune tipologie di analisi del sangue prevede una serie di esenzioni dal versamento del ticket ad alcune categorie di persone:

  • pazienti che superano o non hanno raggiunto una determinata soglia di età (sotto i 6 anni e sopra i 65) con reddito familiare che non supera un dato valore;
  • pazienti con malattie croniche o rare;
  • donne in gravidanza a partire dalla settima settimana;
  • persone con invalidità riconosciuta;
  • pazienti oncologici con patologie neoplastiche maligne o in attesa di trapianto d’organi.

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