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Trifoglio rosso proprietà e controindicazioni: quali sono le principali?

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Trifoglio rosso proprietà e controindicazioni: quali sono le principali? Forse avrai sentito parlare del “trifoglio rosso” come rimedio naturale per i sintomi della menopausa: ma i suoi impieghi sono anche molti altri. Scopriamo quali.

Trifoglio rosso: proprietà principali

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Il trifoglio era considerata dai Celti una pianta portafortuna. Una sua particolare varietà, il trifoglio detto “rosso”, è impiegato nella medicina naturale. Il nome botanico è Trifolium prantese, ed appartiene alla famiglia delle Fabaceae. Il suo nome deriva dal fatto che produce dei bei fiori dal colore acceso, porpora vivo.

Già nell’antichità si usava questa pianta per le sue virtù benefiche, ma in tempi moderni è stata riscoperta solo negli anni Cinquanta. Analizzandola, si è scoperto che è ricchissima di fitoestrogeni e di altre sostanze, tra cui vitamine e sali minerali, che apportano numerosi benefici all’organismo umano.

Tra i fitoestrogeni contenuti nel trifoglio rosso c’è la biocianina, che ha potere antiossidante quindi rallenta l’invecchiamento cellulare. Tra le proprietà della pianta c’è anche la capacità di ristabilire gli equilibri ormonali. Per questo è di aiuto sia nei sintomi della sindrome premestruale che in quelli della menopausa.

Il trifoglio rosso ha proprietà anti infiammatorie, quindi è utile per lenire irritazioni e infezioni della pelle. Inoltre aiuta anche a rimarginare le ferite. Si può usare contro le infezioni delle vie respiratorie e per aiutare la digestione.

Sembra inoltre che abbia un’efficace azione preventiva contro l’insorgenza dell’osteoporosi, per via del suo elevato contenuto di sali minerali, e delle malattie degenerative. Infatti contrasta la proliferazione delle cellule malate, anche nei casi di tumore.

Trifoglio rosso: come assumerlo

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Il trifoglio rosso si può trovare in vendita in erboristeria sotto forma di capsule, utili come fluidificanti del sangue e quindi contro il colesterolo elevato e anche contro il mal di testa, perchè favorisce la decompressione arteriosa.

In alternativa si può usare sotto forma di infuso o di impacco. Gli impacchi sono utili per curare patologie dermatologiche, mentre l’infuso è ideale per curare bronchiti e stati infiammatori delle vie respiratorie, o problemi all’apparato digerente.

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Per i sintomi della menopausa si consiglia invece l’uso dell’estratto secco, che si può trovare sempre in erboristeria. Il giusto dosaggio va sempre concordato con il proprio medico curante.

Trifoglio rosso: controindicazioni

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Il trifoglio rosso ha controindicazioni: anche se si tratta di un rimedio naturale, bisogna sempre conoscerne bene tutte le caratteristiche. Infatti, per quanto benefiche in linea di massima, potrebbero non essere compatibili con il nostro stato di salute, o con i medicinali che assumiamo.

Le caratteristiche della pianta, infatti, interagiscono con i principi attivi di pillole anticoncezionali, farmaci anticoagulanti o ad azione antitumorale. Non andrebbe assunto se si hanno disfunzioni tiroidee, perchè il trifoglio rosso e la tiroide possono avere funzionamento contrastante.

Inoltre va evitato in caso di gravidanza e allattamento, se si soffre di endometriosi o fibroma uterino; negli uomini non andrebbe preso se si è affetti di cancro alla prostata. In linea di massima, se si intende assumere il trifoglio rosso è sempre opportuno consultarsi prima con il proprio medico curante, che conosce la tua anamnesi completa e potrà ben consigliarti.

Nel caso di chi non viva particolari patologie o condizioni, l’unica attenzione va posta al dosaggio del trifoglio rosso che, se eccessivo, potrebbe creare problemi.

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