Il ritardatario cronico è colui che tendenzialmente, pur non piacendogli, ha "bisogno" inconsapevolmente di disobbedire, sia per andare contro un'autorità, sia per "sfidare" in qualche modo la persona con la quale ha un appuntamento o un impegno.

Una possibile causa può essere dovuta ad una serie di esperienze passate rispetto alla puntualità tali da ’convincere’ il ritardatario di esserlo davvero.  

Questa convinzione, alimentata dalle circostanze e dal giudizio degli altri, può esercitare sul ritardatario una pressione psicologica tale da renderlo incapace di organizzarsi con lucidità quando gli si richiede puntualità.

Egli crede che la condizione di ritardatario sia la sua natura e pur impegnandosi – in alcuni casi – di migliorare il suo comportamento per non deludere le aspettative degli altri, avverte le richieste di puntualità opprimenti come se in qualche modo gli impedissero di vivere secondo i suoi ritmi, privandolo della libertà. 

Tale dinamica (inconscia) lo porta paradossalmente a ripetere l'errore con più frequenza generando istintivamente in lui un atteggiamento di ribellione nei confronti della puntualità stessa, sia che il richiedente sia un familiare, che un datore di lavoro o un capo in ambito professionale.

Ma cosa possiamo fare se ne siamo innamorati e si vuole passare la vita con lui o con lei?

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La cosa più efficace da fare è scherzarci sù, cercando di sorvolare sulla gravità del ritardo e non attribuendogli troppa importanza. Piuttosto è decisamente più efficace stimolare nel ritardatario una riflessione affinché possa percepire il ritardo come un qualcosa che può causare delle conseguenze non solo nei confronti di chi aspetta, ma anche paradossalmente su se stesso.
Bisognerebbe evitare soprattutto scenate e litigi poichè amplificherebbero il suo istinto di ribellione ed inadeguatezza. L’atteggiamento migliore in sostanza è quello di sdrammatizzare, magari facendo finta di credere alle scuse che accampa, e solo successivamente e con calma affrontare il discorso. 
Tuttavia è comunque possibile migliorare la situazione cercando di ottenere un dialogo costruttivo ed insegnando alla persona tutte quelle piccole abitudini che potrebbero evitare tante conseguenze e modificare certi difetti. Uscire prima di casa, prefissarsi un orario piuttosto che un altro, cambiare il posto alle lancette dell’orologio, potrebbero abituare il ritardatario ad uno stile differente e man mano “addestrarlo” alla puntualità.
Inoltre queste persone tendono molto spesso ad avvertire un forte senso di colpa. Questo non li farebbe di certo tirare indietro se proponessimo loro di ”pagare pegno“ ogni volta che ci fanno aspettare! Farci pagare un caffè in più o portarci a vedere un film che non apprezzano particolarmente, potrebbe farli riflettere di più la prossima volta che hanno intenzione di ritardare!

Il loro senso di ribellione infatti non è mai rivolto verso la persona che richiede puntualità ma verso la puntualità stessa. Questo non li farebbe mai dubitare di voi, piuttosto egli pagherebbe la vostra penitenza senza batter ciglio pur di discolparsi, resosi conto del ”danno“ che ha causato.

Se la persona in questione è molto ostinata, per salvare il fegato possiamo tuttavia ricorrere al solito trucchetto dei ”10 minuti prima“: proponete un orario che sia leggermente antecedente a quello che avevate in mente e magicamente il ritardatario sarà puntuale!