Stop ai selfie! La grande moda dell'autoritratto, solitamente scattato con la fotocamera frontale del telefonino, che ci riprende da soli o in compagnia degli amici, fa sorridere una volta di più. Questa volta però non possiamo immortalare il nostro sorriso! Cinque luoghi al mondo hanno infatti bandito assolutamente la possibilità di scattarsi un selfie, taluni soprattutto se fatto tramite il cosiddetto "selfie stick", cioè il bastone che permette di tenere il telefonino a una distanza un po' più adeguata. Vediamoli insieme!

La Città Proibita, Beijing

Al Palace Museum ci si riferisce usualmente come alla Città Proibita. Attrazione artistica e architettonica irresistibile per i turisti, la location è anche altrettanto delicata. Per questo motivo le autorità cinesi hanno bandito i bastoni da selfie da quest'area, asserendo che le antichità esposte e i fregi architettonici si rivelano essere particolarmente a rischio, in particolar modo nelle aree più affollate. Il direttore del museo ha aggiunto che lo staff di sorveglianza è anche autorizzato a intervenire per fermare i visitatori.

Sud Corea

In Sud Corea non è in realtà passata una legge vera e propria contro i selfie, ma solamente contro i selfie sticks funzionanti con collegamento Bluetooth allo smartphone: questo perché è stato considerato che il bastone da selfie possa essere utilizzato come "trampolino di lancio" per l'accesso ai dati personali, e il Sud Corea sta attualmente indirizzandosi a monitorare questi dispositivi non registrati ufficialmente. Un bel problema di sicurezza nazionale!

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Lago Tahoa, tra California e Nevada

Lo staff di guide e guardiani del parco del Lago Tahoa, lungo il confine tra California e Nevada, chiede ai visitatori di non farsi selfie con gli orsi sullo sfondo. Laddove la presenza di un orso nella foto è sicuramente un bonus per il visitatore, si rivela in realtà a doppio taglio... Visto che si danno le spalle a un animale che potrebbe rappresentare un problema per la sicurezza personale. È possibile che l'idea nasca da un incidente accaduto nel 2013, durante il quale una coppia in safari è stata investita da un rinoceronte a cui dava le spalle, proprio per farsi un selfie con l'animale sullo sfondo (ma dopo che il personale del parco safari aveva consigliato di avvicinarsi per una foto migliore, c'è da precisarlo).

Van Gogh Museum, Amsterdam

Il Museo Van Gogh ad Amsterdam ha una lunga storia di incontro e scontro con i social media e la fotografia. Nel 2013 era stato rimosso il divieto di scattare foto, ma è stato reinserito nel 2014. La motivazione addotta è semplice: «La fotografia continua, e anche i selfie con il bastone, sono in conflitto tra chi desidera solo fare foto e chi desidera gustarsi le mostre e i quadri con i propri occhi».

La Mecca, Arabia Saudita

Il viaggio a La Mecca è una delle tappe fondamentali dell'Islam, ma questa continua diffusione di smartphone sta causando problemi di tipo etico: i giovani religiosi islamici usano i social media, le foto e i selfie per documentare i propri pellegrinaggi: farsi il selfie mentre si tocca o visita un luogo sacro sarebbe contrario a tutti i principi islamici di umiltà e modestia.