Prima di giudicare una persona cammina tre lune con le sue scarpe

Questo detto Siux esprime in maniera significativa quanto sia molto più facile giudicare e criticare  gli altri di quanto lo sia comprenderli.

Del resto per capire gli altri è necessario essere empatici, avere cioè la capacità e la sensibilità di mettersi nei loro panni. 

Tuttavia questa capacità è difficile da acquisire, in quanto prevede l’aver in qualche modo vissuto situazioni ed esperienze simili al nostro interlocutore.

Eppure tutti pretendiamo che gli altri ci capiscano, che comprendano le nostre scelte e le condividano, o che almeno ci sostengano. Quando non lo fanno ne rimaniamo delusi, ci sentiamo incompresi e soli, e in alcuni casi addirittura rifiutati.

Il bisogno che ognuno di noi ha di essere apprezzato, di veder riconosciute le proprie emozioni e convalidate le proprie scelte è comprensibile e naturale, ma la nostra felicità non deve essere subordinata al giudizio degli altri.

Prendere decisioni o impedire a se stessi di essere come siamo per paura che gli altri possano criticarci o non accettarle, è un grosso errore!

Quello che gli altri pensano di te, riflette chi sono loro non chi sei tu.

Quando qualcuno ti critica e ti ferisce senza essere capace di agire per aiutarti, senza cercare di capire il tuo punto di vista e senza mostrare empatia, in realtà non sta facendo altro che mostrare il suo modo di essere, rivelandosi spesso una persona insicura e incatenata a pensieri rigidi e stereotipati.

Perchè alcune persone sono solo capaci a criticare e giudicare?

Dietro ad una critica distruttiva, quella cioè che non stimola al confronto e che spesso viene mossa solo allo scopo di colpire le fragilità della persona a cui viene diretta, si nasconde quasi sempre l’ignoranza.


Chi lo fa è una persona che non conosce la tua storia e ciò che ti ha spinto ad agire in un certo modo piuttosto che in un altro: non ha camminato con le tue scarpe!

Spesso queste persone sono arroganti e il loro atteggiamento è dettato dalla convinzione di essere le sole a possedere la verità assoluta.

In altri casi invece criticano e giudicano perchè in te vedono riflesse qualità che non si riconoscono e che quindi negano come meccanismo di difesa, perchè accettarlo sarebbe per loro doloroso.

Come sopravvivere alle critiche?

Purtroppo non possiamo sempre evitare queste situazioni, soprattutto se le critiche si trasformano in spiacevoli attacchi verbali.

Dobbiamo quindi imparare a gestirle senza che possano influenzare le nostre scelte e la nostra serenità.

Mettiti al posto di chi ti critica

Se è vero che chi giudica non è empatico, cerca di esserlo tu.

L’ empatia è un potente antidoto contro la rabbia e non possiamo arrabbiarci con qualcuno quando comprendiamo il modo in cui questa persona si sente o quello che sta vivendo.

Capirai probabilmente che è solo accecacata dal risentimento o dall’amarezza accumulata nel corso della vita e pertanto non vale la pena prendere in considerazione le sue parole.

Considera la critica una semplice opinione

Quello che gli altri pensano di te è un problema loro, non tuo. Chi giudica lo fa in base alla propria esperienza, ai propri valori e ai propri criteri, che sono diversi dai tuoi, pertanto non possono essere considerate che ’di parte’.

Sta a te decidere se sfruttarle positivamente o rifiutarle per non rovinarti la giornata.

Prendere in mano la situazione con fermezza

In genere le persone che giudicano e criticano aspramente gli altri, non sono aperte al dialogo e per questo motivo sarebbe controproducente affrontarlo nel tentativo di farsi capire: ’non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire’ e lo scontro sarebbe inevitabile.

La cosa migliore da fare è cercare di non dare importanza alle parole senza replicare... lasciandole scivolare via.

In casi estremi prova a prendere in mano la situazione con fermezza replicando semplicemente con ’non accetto la tua opinione e non mi interessa averla’

Se invece sei tu in determinate circostanze a cedere alla critica e al giudizio nei confronti degli altri, fallo affinchè  contenga il seme di un cambiamento costruttivo, e questo vale anche nei confronti di se stessi.