“Oh, ci voleva proprio quel dolcetto, ora sto meglio!” Quante volte ci siamo lasciati andare a una simile esclamazione, dopo avere cercato conforto nel cibo... Ciascuno di noi ha un piatto consolatorio di riferimento, anche se non tutti conoscono il nome con cui gli esperti definiscono la relazione tra emozioni e cibo. Apparso per la prima volta negli Stati Uniti verso la fine degli anni Settanta, il termine inglese comfort food si riferisce agli alimenti che possono servire ad affrontare disagi emotivii, momenti nostalgici, .di stress o di crisi

Si tratta di alimenti che rincuorano e gratificano tramite associazioni positive, donano allegria e una sensazione di benessere psicofisico una volta consumati, ristorano, rassicurano e fanno tornare il sorriso. I comfort food possono essere rappresentati dai biscotti che si ricevevano da piccoli quando ammalati, dalla torta della nonna, dalle polpette della zia, da un sapore, da una ricetta che ci fa star bene. Sono cibi che possono essere legati a una persona, a un luogo, a un periodo felice; possono ricordarci un momento casalingo, dell’infanzia, ma non solo.

In sintesi, il comfort food è paragonabile alla coperta di Linus a cui non si rinuncia, o al posto prediletto in cui nascondersi. Il comfort food soddisfa cioè un bisogno emotivo, ci coccola e ci scalda il cuore.

Qual'è il tuo comfort food?

  © Samanta Sagliaschi per ilBuongiorno.it