Empatia – la capacità di “provare” le emozioni altrui

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L’empatia è l’arte, la capacità, di mettersi nei panni altrui, comprenderne il vissuto e “provare” le medesime emozioni. Questa abilità, di cui Madre Natura sembra aver dotato maggiormente le donne, permette di portare ad un livello superiore i rapporti interpersonali, che ci da la possibilità di capire le dinamiche della vita degli altri.

A dimostrazione di tutto ciò vi sono studi scientifici che hanno riconosciuto la presenza dei cosiddetti neuroni a specchio e dimostrato che, vedendo la sofferenza altrui, soffriamo come se il dolore fosse nostro, attivando le stesse molecole cerebrali. La capacità di “provare” le emozioni altrui nasce dall’infanzia e si esercita, come fosse una palestra emotiva, durante la crescita, comprendendo se i sentimenti vengano accolti dall’altro, e se le necessità trovano una risposta. Si impara ad essere sulla stessa lunghezza d’onda, a ritmare le relazioni con gli altri, e saranno poi le esperienze vissute a determinare il potenziale empatico personale.

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L’empatia non si limita unicamente alla comprensione del vissuto, delle emozioni altrui, ma implica il distacco dalla sfera personale, l’abbandono dei propri schemi mentali senza tener conto dei propri interessi personali, ma considerare unicamente quelli dell’altro. Solo quando si è in grado di attraversare il campo delle esperienze altrui, senza alcun pregiudizio, si può parlare si empatia. Ecco allora che essa diventa l’unica chiave di accesso ai sentimenti, alle emozioni o, se vogliamo, al mondo di chi ci sta di fronte. Per far ciò non basta soffermarsi alle parole che ascoltiamo dall’altro, ma occorre tener conto degli atteggiamenti, della postura, del tono di voce, della mimica facciale o la tensione muscolare. L’empatia diviene quindi una sorta di radar emotivo che è in grado di captare e decifrare i segnali degli stati d’animo, dei pensieri più profondi nascosti nel cuore. L’empatia permette di capire da parole non dette, comprendere bisogni, necessità, intenzioni altrui, ma anche l’essenza più intima di chi ci sta di fronte.

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Lavorare sulla propria sfera empatia permette di rafforzare i legami interpersonali, soprattutto nel periodo storico che stiamo vivendo, dove le relazioni umane sono accantonate, complice forse la tecnologia che privilegia le chat ed i messaggi al dialogo faccia a faccia. Ma la scienza afferma che siamo dotati di capacità sorprendenti, in grado di creare connessioni empatiche profonde, occorre solo allenarsi in questo senso. Per far ciò è necessario uscire dalla nostra sfera personale, immedesimarsi nell’altro, guardare il mondo con i suoi occhi, senza pregiudizi, per poi tornare nel nostro modo, perché empatia non vuol dire annullarsi nell’altro, ma immedesimarsi, comprendere e provare i sui sentimenti, come se stessimo vivendo le sue esperienze in prima persona, restando tuttavia consapevoli del nostro essere.

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