“Questo non mi piace!”: come convincere i bambini ad assaggiare cibi nuovi

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“Questo non mi piace!” quante volte abbiamo sentito questa frase uscire dalla bocca dei nostri bambini ancor prima che assaggiassero cibi nuovi? Sempre più spesso sentiamo anche genitori venire allo scoperto e confessare cose del tipo “mio figlio non mangia nulla“; “a mio figlio piacciono pochissime cose”, quando è il genitore a constatare i difficili gusti alimentari del bambino, spesso assecondati e trasformati in vizio. Ed ecco allora che pranzo e cena, invece che essere momenti in cui ci si riunisce per ravvivare il calore familiare, diventano vere e proprie battaglie. L’unica cosa che forse può consolarci è che questo atteggiamento è comune a molti bambini, ed ha un nome ben preciso: neofobia.

Cos’è la neofobia?

La neofobia è il rifiuto per ciò che è nuovo e sconosciuto. Nell’ambito alimentare è più specificatamente, il rifiuto di ciò di cui non si conosce il gusto, anche se la pietanza è stata proposta più volte. Questa situazione è transitoria e passeggera, si presenta solitamente nell’arco dei 2 o 3 anni prima e dopo la pubertà, ovvero quando il bambino, nel primo caso, o l’adolescente, nel secondo, iniziano a manifestare la loro autonomia. È bene però dare il giusto peso alla neofobia, affinché resti transitoria e non vada a scivolare in veri e propri errati comportamenti alimentari. Affinché ciò avvenga è opportuno che i genitori siano presenti e consapevoli delle dinamiche da mettere in atto così da convincere i bambini ad assaggiare nuovi cibi.

L’importanza di un’alimentazione varia

Che è bene  variare il più possibile l’alimentazione è risaputo, ma come far capire ai bambini il concetto? L’argomento salute per i più piccoli è del tutto privo di interesse e sta al genitore trovare trucchi ed escamotage per far si che il piano alimentare sia il più vario possibile. Se si assecondano troppo i capricci ed  i rifiuti si rischia di limitare la dieta unicamente a cibi poco nutrienti, ipercalorici ed iperglicemici. Tutto ciò porta solo a stati di obesità o malnutrizione, troppo frequenti nei bambini ed adolescenti dei cosiddetti “tempi moderni”.

Come convincere i bambini ad assaggiare cibi nuovi

Ma cosa fare quando ci troviamo di fronte al classico rifiuto (“non mi piace”)? Meglio forzare a mangiare ciò che è nel piatto oppure assecondare il rifiuto? In realtà la risposta sta nel mezzo, vediamo perché.

Se si asseconda il capriccio si rischia di incorrere nelle situazioni poc’anzi descritte, mentre se si forza i bambini a mangiare ciò che non gradiscono si mette in atto una sorta di violenza che porterà ad un rifiuto ancor più categorico. Occorre allora agire d’astuzia e con fantasia, vediamo come.

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  • Dare il buon esempio: questa regola è fondamentale, sia a tavola,ma più genericamente nell’educazione dei bambini. Non dimentichiamo che loro sono delle spugne che assorbono messaggi sia verbali che comportamentali, e per natura tendono ad imitare. Ecco perché se i nostri bambini ci vedranno assaggiare con gusto un bel piatto di verdure, probabilmente non troveranno molte difficoltà a fare altrettanto.
  • Proporre periodicamente ciò che non gradiscono: se nonostante l’esempio i bambini continuano a rifiutare una determinata pietanza, proviamo a riproporla, ma badate bene a farlo periodicamente, ovvero senza far passare troppo tempo tra una volta e l’altra, ma neanche tutti i giorni sperando di averla vinta.
  • Evitare di farlo sentire diverso o arrabbiarsi: il rifiuto non va colpevolizzato, essendo questo un problema più comune di quanto si creda, il bambino non deve percepirlo come un suo difetto innato, non deve sentirsi anormale: questo lo giustificherebbe a pensare “io sono fatto così” e a proseguire nel suo atteggiamento. Non arrabbiamoci quindi, piuttosto, senza nemmeno giustificarlo, facciamogli percepire che un giorno sarà lui a chiederci un piatto della prelibatezza che per questa volta ha deciso di perdersi. Facciamogli capire che sta lasciando a noi la gustosa razione originariamente a lui destinata. Se in alternativa chiede le patatine fritte – o quale che sia il suo piatto preferito – non ha vinto lui: ha perso qualcosa di meglio che invece mangeremo noi con gusto: non c’è da farne un dramma. 
  • Rendere i bambini partecipi nella spesa e preparazione dei piatti: questo potrebbe essere un valido modo per convincere i bambini ad assaggiare cibi nuovi. Farli partecipare sia alla spesa che alla preparazione dei cibi, può far si che si sentano loro i veri protagonisti della decisione di ciò che si porta in tavola, e a rendere più giocosa la scoperta di nuovi alimenti, invitarli ad aiutarci a preparare una pietanza nuova, magari scegliendo su internet una ricetta che abbia come ingredienti qualcosa che a loro piace molto e qualcosa che invece di solito rifiutano può essere un modo per avvicinarli alla scoperta dell’alimento ostile senza troppe pressioni – deve solo aiutarci a prepararlo, non per forza mangiarlo – e magari far venir loro la voglia di assaggiare il risultato.
  • Preparare i piatti con fantasia: soprattutto se si deve convincere bambini piccoli ad assaggiare cibi nuovi, preparare le pietanze con fantasia ed estro creativo potrebbe essere la mossa giusta. Rendiamo ad esempio il piatto un tripudio di colori, creiamo facce buffe o di animaletti e chiediamo loro di assaggiare magari per prima le orecchie (che avremo fatto con carote tagliate a rondelle), per proseguire poi con gli occhi (due fettine di zucchina) e così via. In questo modo i bambini assoceranno al gioco il momento del pasto e sarà tutto più semplice. Gradualmente proponiamo poi gli stessi piatti anche in versioni meno giocose.
  • Serenità a tavola: l’atmosfera durante i pasti deve essere serena e tranquilla. Quindi in primo luogo, telefonini e tablet vanno tenuti lontani, la TV spenta (idealmente sarebbe meglio non tenerla vicino al tavolo, altrimenti sarà difficile resistere alla tentazione), e via libera a chiacchiere, perché mangiare mentre si scambiano due parole è più semplice, soprattutto se ci troviamo di fronte a cibi nuovi. Importante è anche l’atteggiamento espressivo del nostro viso. Pertanto è bene avere volti distesi e larghi sorrisi così da rendere piacevole il momento del pasto e più facile convincere i bambini ad assaggiare piatti nuovi, evitiamo quindi anche di fare conversazioni tra adulti durante il pasto, dimentichiamoci anche noi dei problemi della vita quotidiana – ci sono altri momenti per affrontare tali discorsi – altrimenti rischiamo di stimolare nel bambino un inconscio desiderio diisolarsi da tali “noiosi” argomenti da adulti, e un modo per isolarsi potrebbe essere anche quello di differenziarsi da noi per gusti alimentari. Meglio invece risultare dei modelli di felicità da imitare: apparire moderni ai suoi occhi, ad esempio facendo progetti accattivanti di attività da fare insieme, o parlare dei suoi interessi e ritornare per un attimo bambini anche noi, raccontando magari episodi felici della nostra infanzia, in modo tale da associare il momento del pasto ad un atteggiamento positivo e ristoratore, un momento che avvicina tutti anziché dividere.
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Non temete quindi, vostro figlio imparerà presto a mangiare cose che ora categoricamente rifiuta. Molte sono le esperienze positive in merito, se volete potete condividere la vostra lasciando un commento.

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