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Rinascere dalle ceneri: come sono le persone resilienti?

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“Ciò che non lo uccide, lo rende più forte” 

Friedrich Nietzsche

È comune pensare che la resilienza sia una capacità innata, una caratteristica che nasce spontaneamente in quelle persone che hanno affrontato eventi dolorosi

Tuttavia la resilienza non è un tratto della personalità né una forma di temperamento, si tratta piuttosto di un processo dinamico in cui l’individuo, interagendo con altri individui, si relaziona al contesto in modo da saper superare le avversità. 

E’la capacità di autoripararsi dopo un danno, di resistere, di ricostruire positivamente la propria vita. 

Immaginate una spugna: per quanti colpi possa ricevere essa tornerà sempre alla sua forma originaria! 

Per cui la resilienza non è qualcosa che si apprende ma è qualcosa che si sviluppa e che si impara a mantenere. 

Per questo motivo uno dei pilastri della resilienza si trova direttamente nelle abitudini della persona che l’ha sviluppata; tali abitudini possono variare ed essere flessibili da persona a persona come ad esempio il modo in cui ognuno vive la propria vita,  però a grandi linee è possibile individuare alcuni aspetti che le persone con forte resilienza hanno.

1.       PRENDONO DECISIONI PER MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA

Sono capaci di riconoscere che le azioni che compiono oggi cambieranno la percezione che hanno di loro stessi, orientando così il loro comportamento,  in forma più o meno cosciente, al fine di migliorare la fiducia e la stima in se stesse.

2.       SONO CREATIVE

La creatività è una delle capacità che permette al nostro pensiero di di concentrarsi e focalizzarsi totalmente sulla ricerca di “soluzioni”. 

La percezioni di star creando qualcosa di nuovo e originale è altamente stimolante e la sensazione di aver terminato un lavoro unico al mondo è notevolmente soddisfacente. Le persone resilienti lo sanno, ed è per questo che piace loro alternare la vita di tutti i giorni con qualcosa di nuovo e originale.

3.       MANTEGONO UN ATTEGGIAMENTO RAZIONALE E REALISTICO

Esistono situazioni in cui è quasi impossibile che il contesto, nel breve o medio tempo, cambi. Chi possiede una buona resilienza sa che è inutile crearsi delle illusioni e che i sforzi per adattarsi a quello che succede si concentreranno maggiormente sul controllare e sperimentare le azioni che la nuova situazione richiede.

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4.       E SI PREFIGGONO NUOVE METE

Accettare situazioni negative non significa che tutti gli aspetti della vita siano negativi. 

Le persone resilienti mostrano una propensione alla attenzione selettiva: invece di pensare tutto il giorno alle cose brutte che gli succedono, si concentrano sugli obiettivi da sviluppare, ossia si pongono mete che abbiano un significato personale. 

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Archv/Shutterstock

Per quanto possano sembrare superflue o insignificanti per altri, è ciò che permette di gestire meglio i nostri “abiti”. La resilienza consiste anche in questo, orientarsi verso nuovi orizzonti possibili.

5.       SI CIRCONDANO DI PERSONE POSITIVE

Le persone resilienti lo sono perché hanno dovuto affrontare situazioni dure che le hanno spinte ad allenarsi riguardo la propria gestione emozionale. 

Accettano l’esistenza di una fonte ansiogena che genera tensione, piuttosto che allontanarla o cercare di sopprimere il ricordo, dirigono l’attenzione verso altro. Ad esempio verso persone con un’actitud positiva; lasciare che si crei un flusso di ottimismo e di superamento personale rende tutto più semplice.

6.       PRATICANO SPORT E/O MEDITAZIONE

La meditazione ha differenti benefici, dall’avere un pensiero positivo alla riduzione dello stress, così come lo sport aiuta a rilassarli ed aumenta la sicurezza. Sono inoltre delle piccole e buone abitudini costanti o detto in altro modo delle piccole mete quotidiane.

7.       FANNO DELLA CULTURA IL PANE QUOTIDIANO

Per sviluppare resilienza non c’è nulla come esplorare diverse forme di ragionamento e di pensiero e di idee alternative. 

E per far ciò vivere la cultura è fondamentale: si scoprono pensatori, autori e artisti finora sconosciuti. La cultura scopre e insegna che la vita può essere sperimentata in tante forme, diverse da quelle che credevamo. Crescono le opinioni e cresce la libertà e la capacità di sperimentarsi.

Erika Ranalli, psicologa



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