Il parto è sicuramente l'esperienza più bella che una donna possa vivere nella sua vita.

Oltre al parto classico tutti sappiamo che esiste il parto in acqua , una tecnica ancora troppo poco utilizzata nel nostro paese ma che, negli ultimi anni, si sta facendo strada anche in Italia.

Una futura mamma, però, prima di decidere se partorire in acqua dovrebbe conoscere tutti i pro e i contro di questo tipo di parto, in modo tale da decidere con coscienza se è il caso di farvi ricorso.

In questo articolo vedremo cos'è il parto in acqua , come avviene e quali sono i suoi pro e contro.

Come nasce il parto in acqua:

in Gran Bretagna, nel 1992, molte strutture ospedaliere hanno iniziato a dare alle donne in dolce attesa l’occasione di partorire in acqua .

All'epoca il parto in acqua non era ancora considerato una pratica sicura e nel corso degli anni successivi sono state svolte delle ricerche in merito. Oggi questa tecnica è diventata un'alternativa a quello tradizionale.

Come si procede:

partorire in acqua dona alla donna un’esperienza unica, ha un ruolo certamente più attivo e permette di vivere il parto con un'intimità maggiore.

Durante questo tipo di parto la donna viene assistita da personale medico specializzato e il suo corpo deve essere immerso in acqua calda, tra i 35° e i 37° e la temperatura deve mantenersi tale sino alla nascita del bambino.

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La vasca deve avere dimensioni tali da poter consentire la facilità dei movimenti della partoriente; immersa nell'acqua la donna raggiunge una condizione di benessere psico-fisico e soprattutto riesce a spostarsi per variare la sua posizione e stare comoda e tranquilla.

Inoltre, il calore dell’acqua, distende i muscoli, aiuta a ridurre l’ansia legata al timore del parto e facilita la dilatazione riducendo eventuali danni ai tessuti della vagina, della vulva e del perineo.

I pro del parto in acqua:

- è meno doloroso poiché il calore dell’acqua, unito al rilascio delle endorfine, agisce come un analgesico naturale;

- la partoriente può muoversi liberamente e facilmente grazie all'assenza di gravità che la aiuta a non sentire il peso della pancia;

- facilita il percorso del bambino verso l’espulsione perché svolge un’azione miorilassante, le contrazioni vengono facilitate e migliora la circolazione sanguigna della mamma e del bambino;

- l’acqua, avendo una consistenza simile a quella del liquido amniotico, assicura al bambino una fuoriuscita meno traumatica. Una volta nato, viene prelevato piano dall'acqua e l’impatto con l’ambiente esterno avviene in modo naturale.

I contro del parto in acqua:

- se si opta per questo tipo di parto non è possibile effettuare l’anestesia epidurale per diminuire i dolori;

- andrebbe evitato in alcuni casi, ad esempio se la donna soffre di gestosi, ipertensione o se si tratta di un parto prematuro;

- non è un parto consigliato in caso di gravidanza gemellare, se il bambino si presenta podalico e se ci sono dei segni di sofferenza del feto.

In Italia, oggi, il parto in acqua viene praticato da tantissime strutture ospedaliere. Esiste inoltre la possibilità di partorire in acqua anche a casa propria, adoperando la vasca da bagno oppure una piscina in gomma sterilizzata e assicurandosi di avere un'assistenza adeguata.